Sappiamo bene come i fatti di cronaca che si susseguono a livello nazionale (prima che iniziasse questa pandemia causata dal Covid-19) ma anche locale facciano notizia e rendano poco sereno il clima sociale. I giovani stanno perdendo riferimenti concreti ma soprattutto modelli sani e positivi da imitare. I social network sono sempre più diffusi e inneggiano a modelli spesso anche negativi e, purtroppo, pericolosi. I genitori spesso non sono capaci di stare dietro a tali tecnologie che corrono veloci e che attraggono fortemente un pubblico sempre più giovane e, per tale motivo, impreparato emotivamente e cognitivamente. Il rischio è che i giovani vengano assorbiti e catturati da mezzi ed informazioni errate e deleterie che nella realtà portano delusioni, sopraffazioni, sofferenza ed atteggiamenti pericolosi oltre che illegali.

È molto alta la percentuale di giovani che cadono nelle trappole di comportamenti sbagliati e di credenze errate legate alla sfera sessuale, fino ad arrivare a comportamenti devianti e pericolosi per compensare un vuoto interiore fatto di ideali e valori sempre più carenti, poiché carente è l’insegnamento all’empatia, alla sana sessualità, al valore sociale ed al rispetto dell’altro.

Il tema della sessualità è un tema oggi molto sentito ma ancora troppo sfuggente. Crea curiosità tra i ragazzi fin dalle classi elementari ed è motivo di scherzo e di imbarazzo. Si nota di come questo imbarazzo sia lo specchio di un atteggiamento di chiusura sull’argomento da parte degli stessi genitori. I pregiudizi ed i tabù che spingono i genitori a non parlare di sessualità ai loro figli, rendono quest’ultima, ai loro occhi, argomento ancor più eccitante e proibito da scoprire. Quando i giovani non hanno educatori preparati sull’argomento con i quali confrontarsi in maniera sana, si possono delineare per loro due scelte: farlo con amici e coetanei che hanno le loro stesse basi di maturità e di conoscenza sull’argomento, oppure informarsi sui siti spesso pornografici.  Sappiamo come questi ultimi spingano i giovani di ambo i sessi a percepire la sessualità solo da un punto di vista prettamente fisico, di prestazione meccanica e soprattutto non aderente alla realtà.

Come psicoterapeuta e sessuologa mi trovo spesso a lavorare su adulti con disfunzioni sessuali legate ad esperienze passate dove molto hanno agito i vissuti, le credenze errate e le teorie fuorvianti di come debba essere vissuta la sessualità, soprattutto percepita come negativa fin dall’infanzia. Spesso i disagi ed i blocchi a poter vivere la propria sessualità ed identità di genere in maniera sana ed equilibrata, spingono gli individui a disturbi e sofferenze che si riversano anche nella loro vita relazionale e professionale.

Parliamo anche poi di chi si trova a subire molestie ed abusi in tenera età. Avendo per anni lavorato per la Procura di Ascoli Piceno su casi di abuso sui minori, posso sinceramente affermare che la sofferenza che le piccole vittime subiscono le condizionerà per sempre nel vivere serenamente la loro affettività e sessualità. Lavorando anche su adulti vittime di abusi nell’infanzia purtroppo si verifica sempre una dolorosa conferma!

Da qui nasce la volontà di portare avanti campagne di sensibilizzazione, eventi e progetti che promuovano la sana sessualità come benessere dell’individuo nella sua complessità ed interezza e che prevengano atteggiamenti sbagliati, da fare ma anche da non subire. Una campagna che si muova verso la consapevolezza delle diversità, dell’accettazione dell’altro ed anche del suo rifiuto (di un rapporto sessuale) per combattere la violenza in ogni sua forma e verso chiunque.

Il nostro progetto, svolto nell’anno scolastico 2019-2020 dal titolo “Educazione all’affettività ed alla sessualità”, è nato da questo presupposti precedentemente elencati .

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) rimarca e sottolinea l’importanza di agire attraverso la PREVENZIONE per differenti motivazioni:

  1. Prevenire atteggiamenti sessuali sbagliati,
  2. Educare ad una sana affettività legata alla sessualità
  3. Prevenite malattie sessualmente trasmissibile (AIDS è ancora molto diffuso ed in crescita tra i giovani)
  4. Prevenire atteggiamenti dannosi anche attraverso l’uso errato della tecnologia unita all’aspetto affettivo e sessuale (chat, video su internet, pornografia e pedopornografica)
  5. Educare al rispetto della diversità e prevenire la violenza di genere

Il nostro progetto ci ha lasciato tanti riscontri positivi tra i giovani che non possono che rafforzare la nostra convinzione di come essi stessi siano aperti a tali argomenti. I giovani sentono il bisogno di approfondire questi temi, di avere risposte alle domande che sorgono anche spontanee e di capire cosa succede al loro corpo ed alla loro mente che cambiano.

Abbiamo parlato con loro sia di aspetti biologici, connessi alla fase di crescita ormonale, sia di aspetti emotivi e psicologici.

Come dopo ogni progetto ben riuscito ci riproponiamo di andare avanti con sempre maggiori spinte, stimoli e idee. I giovani hanno bisogno di attenzioni, di apprendere nuove conoscenze  e di tanta, tanta empatia!

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